Nel mio precedente articolo sulle caratteristiche principali del legno è stata fatta un’introduzione sull’importanza di lavorare con legno stagionato, poichè quello verde contiene troppa umidità.

Vedremo quali tipo di taglio possiamo trovare quando acquistiamo tavolame grezzo già stagionato, pronto per essere lavorato. 

 

L’IMPORTANZA DELLA STAGIONATURA

Tranne che per un utilizzo immediato, o di fortuna, non è mai consigliabile produrre un manufatto che debba conservare integra la sua forma nel tempo utilizzando legno non stagionato, o verde.

Alcune eccezioni possono riguardare piccola oggettistica ricavata da un unico pezzo di legno, ad esempio una ciotola, nel caso questa non debba subire sollecitazioni strutturali.

Se sfettiamo un tronco appena abbattuto, la tavola che ne ricaviamo conterrà molta umidità, che la pianta ha normalmente trattenuto per le sue funzioni vitali.
Dopo pochissimo tempo il legno comincerà ad asciugare: l’evaporazione dei liquidi e la perdita di linfa modificheranno l’equilibrio sulla tensione degli anelli di crescita del tronco, causando l’inevitabile imbarcamento della tavola e molto spesso anche profonde fessurazioni lungovena.

In una condizione perfetta, l’obbiettivo è pertanto rompere la continuità degli anelli ricavando il pezzo da utilizzare solo da una delle sezioni longitudinali in cui è possibile dividere il tronco, o il ramo.

 

IL COMPORTAMENTO DEGLI ANELLI DI CRESCITA

Le fibre degli anelli di crescita del tronco hanno la tendenza a raddrizzare il loro arco seguendo la curvatura originaria del tronco.

Di conseguenza, quanto più il profilo di testa conterrà segmenti di anello corti e dritti, tanto più la tavola tenderà a conservare la sua forma, come quando è stata tagliata.
Durante la stagionatura il legno ritirerà conseguentemente in modo omogeneo senza spaccarsi e deformarsi.

Molto spesso, nelle segherie, il tavolame viene accatastato per essere stagionato e nei periodi caldi dell’anno, in particolare d’estate, viene costantemente bagnato per evitare una perdita di umidità troppo rapidamente. 

 

taglio tangenziale

 

TAGLIO TANGENZIALE VS TAGLIO RADIALE

Ottenuto il tronco, quindi, si può procedere a ricavare le tavole seguendo due tipi di taglio, quello tangenziale standard, oppure quello radiale, o di quarto.

Nel primo caso avremo un taglio che interessa l’intera sezione trasversale del tronco, ottenendo tavole di larghezza variabile, maggiori quando e contenuto il midollo, decrescenti man mano che ci si avvicina alla corteccia.

taglio tangenziale

Il taglio radiale, invece, viene eseguito normalmente dividendo prima in quattro la sua sezione trasversale, e da essa si ricavano le sotto sezioni seguendo i raggi che interessano il profilo, escludendo il midollo.

Questo taglio garantisce la stabilità maggiore della tavola, tuttavia produce molto scarto e i costi sono di conseguenza nettamente superiori.
Inoltre, in questo modo, non si riescono a raggiungere larghezze della tavola superiori alla metà della sezione del tronco.

In genere quindi, a seconda della specie, queste tavole sono abbastanza strette.

taglio radiale

CONCLUSIONI

Nella scelta assoluta, un taglio di quarto, per le ragioni esposte, è sicuramente da preferire.

Tuttavia, i costi e soprattutto la difficoltà che spesso si incontra nel reperire questo tipo di tavolame, rendono il taglio tangenziale una scelta quasi obbligata.
L’industria dei semilavorati, ad esempio, minimizza questi effetti producendo tavole formate da piccoli listelli incollati fra loro di costa, e alternando la direzione degli anelli: vengono chiamati listellari.

Il tavolame di quarto, invece, è appannaggio quasi esclusivamente di ebanisti, liutai e artigiani particolarmente attenti alla qualità complessiva dei propri manufatti.   

Possono comunque essere adottate diverse tecniche per garantire adeguata stabilità nel tempo alla tavola: la prima consiste proprio in una corretta stagionatura, permettendo al legno di perdere l’umidità in essa contenuta in modo lento e graduale. 
Poi uno studio progettuale, prima di realizzare il manufatto, evitando o riducendo il più possibile i carichi strutturali in direzione dei punti di possibile deformazione della tavola.   
Infine, una corretta finitura per proteggere il legno preservandone nel tempo gli effetti igroscopici.

Lavorare il legno è bellissimo, ma solo conoscendolo al meglio avremo un risultato duraturo nel tempo.  

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