Pur avendo scelto di non utilizzare nessun tipo di ferramenta per la realizzazione dei miei prodotti, mi capita, ogni tanto, di dover effettuare piccoli interventi di riparazione per qualche mio cliente.

A causa di ruggine oppure per un serraggio troppo stretto e senza svasatura, o per l’utilizzo di cacciaviti non adeguati alla vite, è possibile che la testa si rovini o, peggio, si spezzi mentre tentiamo semplicemente di estrarla, lasciando immersa nel legno l’intera filettatura.

 

Una vite spezzata: come rimuoverla dal legno

 

Vite spezzata
Vite con testa spezzata

Se l’estrazione si rende obbligatoria, poichè, ad esempio dobbiamo smontare il pezzo, come possiamo procedere e rimuovere anche la parte di filettatura rimasta intrappolata nel legno?

Provare ad utilizzare una punta da ferro per rompere e sgretolare la filettatura potrebbe essere la scelta più scontata, tuttavia questa pratica risulterebbe impossibile poichè non ci sarebbe centraggio e la punta si muoverebbe in tutte le direzioni.

Esistono alcune possibilità per estrarre della vite spezzata, ognuna delle quali prevede un’asportazione considerevole di materiale: la scelta dipende da quanto è importante dover ripristinare una condizione simile a quella di partenza e permettere l’inserimento di una nuova vite.

 

1. Lo scalpello

Avendo cura di scegliere uno scalpello con la punta piccola, intorno ai 4 mm, si inizia a scavare un cono intorno alla filettatura della vite, fino a quando si riesce ad agganciarla con le ganasce di una pinza, possibilmente a becchi stretti.

Una soluzione semplice e veloce: lo svantaggio è che per rimuovere una filettatura di 3 mm ci servono almeno un paio di centimetri per poter entrare con la pinza.

Rovinando molto la superficie, questa tecnica andrebbe usata su parti non visibili oppure su oggetti di scarsa importanza, e, più in generale, quando non è necessario dover inserire una nuova vite.

 

2. Utilizzare una punta specifica per spine

Si effettua in questo modo un carotaggio: si esporta cioè il legno intorno alla filettatura, permettendo l’estrazione della vite e intaccando in modo minimo la superficie circostante, con la possibilità di poter ripristinare l’area inserendo una comune spina del diametro richiesto.

Anche in questo caso la soluzione è veloce, ma richiede l‘utilizzo di una punta specifica e non comune.

E’ consigliabile, inoltre, praticare un piccolo invito, profondo almeno 1 mm, di diametro pari all’esterno della punta per evitare che questa rimanga in posizione durante la prima fase di foratura.

 

3. Realizzare un utensile per il carotaggio

Nel caso non avessimo a disposizione una punta specifica per spine, possiamo realizzare un utensile che ci permetterà di raggiungere lo stesso scopo, utilizzando materiali più comuni: un tubo metallico vuoto (con foro interno) il cui diametro interno sia lo stesso della filettatura o di poco superiore e  una lima da ferro.

Il tubo metallico può essere di ottone o alluminio, non necessariamente di metallo duro: nel mio esempio, ho utilizzato un comune profilo tondo in alluminio da 6 mm.

Con la lima andremo a realizzare due taglienti che ci permetteranno di forare sulla parte esterna della filettatura della nostra vite.

Anche in questo caso è consigliabile praticare un piccolo invito, poichè il nostro utensile sarà privo di punta di centraggio.

Raggiunta la profondità della vite, questa verrà via senza difficoltà, rimanendo salda all’interno del tubo metallico a causa della compressione del legno.
Potremmo quindi ripristinare la superficie inserendo una spina del diametro appropriato: in questo modo si potrà successivamente reinserire la vite, avendo cura, possibilmente, di effettuare una pre-foratura al centro del tassello appena inserito.

 

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