In occasione dell’acquisto della cameretta per mia figlia, ho deciso, insieme a mia moglie, che il lampadario l’avrei costruito io, in legno ovviamente, poichè entrambi lo volevamo <<un pò diverso, un pò insolito>> .
A me affascina, inoltre, l’idea che mia figlia un domani possa dire che il lampadario l’ho ha costruito il suo papà. 🙂

Ispirandomi al più classico dei fiori, la margherita, ho disegnato la forma al computer con un software di disegno 3D, tenendo conto che il lampadario avrebbe ospitato 8 faretti con lampadina led GU10.

La ghiera orientabile da incasso che ho scelto deve essere contenuta in un foro di 8 cm e ha un diametro totale di circa 10 cm: sulla base di queste misure ho, di conseguenza, ricavato l’ingombro totale del lampadario.

 

LE CARATTERISTICHE

Oltre alla particolare forma, volevo che il lampadario fosse dotato anche di più sorgenti luce, ognuna azionabile singolarmente: in particolare una striscia led che possa funzionare come luce di cortesia nel caso strane e misteriose presenze nel buio possano disturbare il sonno di mia figlia, una luce centrale colorata che ricordi il capolino della margherita, oltre ai faretti led.

Per gestire le luci ho scelto di montare una centralina radiocomandata a quattro canali, comprata a bassissimo prezzo su un noto store cinese: in realtà, considerando proprio il basso costo, ne ho comprate due per avere contemporaneamente sia un doppio telecomando che una centralina di scorta nel caso dovesse “prematuramente” rompersi.

Sempre su questo store ho acquistato anche una luce led RGB con effetti di colore automatici e casuali, che ha un diametro di circa 10 cm ed è quindi perfetta per il mio progetto…..
Peccato però che, una volta arrivata, ho tristemente scoperto che bisognava completamente assemblarla, e parliamo di circa 25 led, relative resistenze, condensatori, microchip, connettore USB (ha un voltaggio in ingresso di 5V), il tutto in formato SMD.
Oltre alle imprecazioni ci sono volute circa 3 ore costruire soltanto la lampada.

L’impianto elettrico è costituito da due interruttori a muro, uno dei quali comanda 4 degli 8 faretti, mentre l’alto accende o spegne la centralina.
I quattro canali della centralina azionano, per mezzo di relè, :

  • 1° canale: 4 faretti
  • 2° canale: gli altri 4 faretti
  • 3° canale: 4 piccole strisce led da 10-15 cm, montate al di sopra del lampadario, verso il soffitto
  • 4° canale: la luce RGB con effetti casuali

 

LA REALIZZAZIONE

Ho stampato su carta la forma del lampadario e l’ho incollata su due pannelli da 6 mm di multistrato di betulla, tenuti insieme con nastro biadesivo.
In questo modo ho ricavato, con un solo taglio, sia la base che il top del lampadario, perfettamente identici fra loro.

Sia il perimetro che i fori per alloggiare i faretti sono stati tagliati con il seghetto alternativo, poi rifiniti con lima dolce e carta abrasiva.

Per agganciare il lampadario al soffitto ho ricavato dal top un disco con due ali a coda: questo pezzo è stato  fisicamente agganciato al soffitto per mezzo di tasselli da lampadario (o a farfalla), mentre il resto del lampadario rimane ad esso sospeso dopo averlo infilato e poi ruotato di 90°

Per garantire la perfetta simmetria tra base e top ho praticato 4 fori passanti nei quali ho inserito altrettante spine da 10 mm, mentre, con 4 blocchi di legno da 10 cm ho unito base e top insieme.

Infine il profilo curvo: qui ho utilizzato l’impiallacciatura di acero, relativamente economica e flessibile.
Ho preferito utilizzare la colla neoprenica, chiamata anche a contatto oppure mastice; questa colla va prima stesa su entrambe le superfici, poi va fatta riposare all’aria per una decina di minuti in modo che evapori il solvente, infine si posso sovrapporre i pezzi e la presa è praticamente immediata.

La scelta di questa colla è ricaduta sulla quasi impossibilità di poter utilizzare morsetti o sergenti oltre che alla rapidità esecutiva.

Levigatura finale, una mano di fondo, qualche stuccatura, 2 di smalto bianco.. e la struttura è stata completata.

 

L’IMPIANTO ELETTRICO

Ho volutamente omesso di documentare in modo approfondito la realizzazione dell’impianto elettrico.

Questo articolo non è e non vuole essere un tutorial su come cablare apparecchiatura elettrica: la tensione di casa, meglio nota come 220V, è potenzialmente mortale, quindi non fate nulla di cui non si è assolutamente certi e, in caso di dubbio, rivolgetevi a personale qualificato.

Gli 8 faretti sono collegati in parallelo in due gruppi da quattro, e sono alimentati direttamente dalla tensione di casa.
Le quattro strisce led sono connesse in parallelo ad un trasformatore a 12V recuperato da vecchia apparecchiatura elettronica; per la lampada RGB, invece, ho utilizzato un caricabatterie da cellulare 5V-1a.

 

CONCLUSIONI

Montato tutto, collegato.. funziona!!
A mia figlia è piaciuto molto, e questa, per me, è stata la soddisfazione più grande.

 

 

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