Con il termine sbozzino si indicano tutte quelle pialle da banco con lama tra i 35 e 40 mm di larghezza, simili ai pialletti di finitura, ma con la peculiare caratteristica di avere un raggio di curvatura sulla lama, più o meno accentuato.

Il loro scopo è soltanto quello di rimuovere grandi quantità di materiale in tempi molto contenuti, senza badare alla finitura superficiale: sono pialle cosiddette da sgrosso.

sbozzino per legno

IL RAGGIO DI CURVATURA

Non c’è una regola fissa nello stabilire con precisione il raggio di curvatura da impiegare, ed ogni artigiano normalmente la personalizza in base alle proprie necessità.
Uno sbozzino mediamente aggressivo ha gli spigoli arretrati rispetto al centro della lama a partire da 2 mm ma possono arrivare anche a 4-5 mm.
Maggiore è questa distanza (e conseguentemente anche il raggio di curvatura), e più la lama sarà aggressiva potendo effettuare tagli più profondi.

Per via della loro stessa natura, ovvero la loro funzione di veloce asportazione del truciolo senza badare alla qualità , gli sbozzini non possiedono quasi mai il rompi truciolo e sono normalmente un po’ più spesse delle lame dei pialletti da finitura.

Il profilo curvo della lama, più o meno accentuato, si comporta sulla tavola come se fosse una sgorbia, senza causare eccessivi strappi alla fibra del legno, a condizione che la lama sia sufficientemente affilata.

Puoi leggere ed approfondire di più qui: la curvatura di un ferro per pialla.

la lama di uno sbozzino

I MEZZI SBOZZINI

Molto spesso, come già scritto precedentemente, l’artigiano ama personalizzare le proprie pialle in base alle sue necessità, creando strumenti con caratteristiche specifiche che rispondono meglio alle necessità dei lavori da svolgere.

E’ il caso dei mezzi sbozzini, ovvero quelle pialle che si collocano a metà fra un pialletto da finitura n.4 e uno sbozzino puro, poichè considerato troppo aggressivo. 

Normalmente si modifica proprio la pialla numero 4, scelta prevalentemente per la sua grande maneggevolezza e facilità di controllo, e si arrotondano più dolcemente gli spigoli della lama, intorno al millimetro rispetto al fronte.

Il loro utilizzo è la rifinitura intermedia dopo la sgrossatura pesante e prima della finitura, oppure per rettificare superfici con difetti lievi, quando la n.5 o la n.6 sarebbero eccessivi o scomode da utilizzare.

GLI UTILIZZI PRATICI DELLO SBOZZINO

E’ sicuramente una pialla che non va utilizzata in ultima battuta, quanto all’inizio della lavorazione.
Essa consente di rimuovere con velocità i difetti della tavola ancora grezza, siano essi solchi, leggeri incurvamenti, ma anche strati spessi di vernice, consentendo all’operatore di lavorare in assenza di polvere e rumore.

L’ impiego dello sbozzino nel mio laboratorio è proprio questo: in genere lo utilizzo per rimuovere velocemente i segni della sega a nastro dopo aver sfettato una tavola, oppure per togliere strati vecchi e rovinati di smalti su manufatti altrui, nel caso di restauro.

Utilizzo uno sbozzino con raggio di curvatura molto dolce, meno di 2 mm, poichè risponde perfettamente alle mie necessità lavorative.

L’AFFILATURA DEL FERRO PIALLA

Le lame degli sbozzini, contrariamente a quanto si possa credere, devono essere affilate: aggiungo sufficientemente affilate.
Ogni lama , a prescindere dal suo scopo o utilizzo, è tale se il suo tagliente ha un giusto ed adeguato potere tagliente rispetto al materiale su cui è utilizzato.
Un rasoio, ad esempio, necessiterà di una affilatura molto più accurata rispetto alla lama di una pialla.

Il compito di una pialla è quello di tagliare la fibra senza strapparla e non sono necessarie super finiture a specchio o pietre di affilatura finissime.
Chiariamo bene, non c’è nessuna restrizione nell’affilare un ferro pialla con grane finissime e superfici a specchio, tuttavia la mia esperienza mi porta a considerare che il costo sacrificio-beneficio di tale procedimento non sia vantaggioso.

L’affilatura di una lama per sbozzino, eseguita su pietra, prevede un movimento ad arco trasversalmente alla lunghezza della pietra, con movimenti dall’alto al basso e viceversa.
Con un dito si preme al centro della lama per garantire contatto, con l’altra si accompagnano i movimenti. 

Sconsiglio infine qualsiasi tentativo di affilatura con mole da banco a secco, le quali generano sempre un calore eccessivo sul metallo, rovinandone la tempra.
Nel caso si voglia modificare un tagliente dritto e formare la prima curvatura per il nostro sbozzino è meglio procedere a mano, utilizzando abrasivi a grana grossa, e mettendoci un po’ di pazienza. 

 

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