In un qualsiasi laboratorio, falegnameria o semplicemente a casa, la colla è forse presente nella quasi totalità dei casi, perché serve sempre, soprattutto quando si tratta di creare oggetti in legno fai da te.
Poiché il legno è un materiale poroso, quasi tutte le colle in commercio sono in grado di unire due pezzi di legno, però solo alcune riescono a farlo bene, sono in grado cioè di garantire una resistenza strutturale che a volte è superiore di quella del legno stesso, se applicata correttamente.

Esaminiamo i vari tipi di colla in commercio.

La vinilica

 

Colla Vinavil, a base vinilica
Colla Vinavil, a base vinilica

La colla “da falegnameria” più utilizzata è senza dubbio la vinilica, spesso conosciuta come Vinavil o colla bianca.
Di origine sintetica, è relativamente economica e si trova con grande facilità.
Prima di scegliere la colla è bene porsi una semplice domanda: i pezzi da incollare rimarranno all’interno o all’esterno della vostra abitazione, esposte cioè alle intemperie?
Per l’interno una qualsiasi colla va benissimo, per l’esterno, invece, è bene sapere che acqua o solo forte umidità sono in grado di far rinvenire la colla stessa, causando inevitabilmente il cedimento dei pezzi incollati.
In questo caso avrete bisogno di una colla idroresistente, che riporti la sigla D3, cioè resistente a forte umidità e brevi esposizioni all’acqua corrente, o, più difficile da trovare, D4, resistente cioè a prolungate esposizioni all’acqua.
La colla con classificazione D4 viene spesso realizzata con un indurente da comprare a parte e mescolare.

 

 

Le alifatiche

Cugine della vinilica sono molto diffuse soprattutto negli Stati Uniti, molto meno in Europa.
Di colore giallo, è una colla che ha una essiccazione più rapida rispetto alla vinilica (tempo di serraggio) e permette tempi di posizionamento con i morsetti abbastanza lunghi.
Titebond è il marchio più conosciuto e produce colle di ottima qualità e caratteristiche diverse.

 

Le poliuretaniche

La colla poliuretanica (con classificazione D4 per la sua stessa composizione) è anch’essa di origine sintetica, e si trova con relativa facilità anche nei vari brico.
Ha la caratteristica, rispetto alla colla vinilica, di espandersi leggermente, quindi va a riempire eventuali fessure qualora le superfici da incollare non siano perfettamente combacianti.
Questo aspetto tuttavia non è un vantaggio: le superfici da incollare dovrebbero essere quanto più lisce e combacianti possibile.

 

colla-epossidicaLe epossidiche

I collanti epossidici, generalmente bi-componente, sono costituite da un legante e un indurente che devono essere mescolati insieme.
Sono molto resistenti e non temono l’acqua, il tempo di essiccazione è abbastanza lungo.
Queste colle sono utilizzate con buoni risultati per incollare legno a metallo e quasi tutte le pastiche.
Vengono impiegate, addizionate ad altre polveri, anche per ricostruire parti mancanti di legno, soprattutto nel settore nautico dove l’umidità è un elemento caratteristico.

 

Le neopreniche

Dette anche “a contatto”, tipo mastice, di cui quella della Bostik è fra le più conosciuta.
Non emana buon odore a causa dei solventi in essa contenuta e bisogna saperla utilizzare per ottenere incollaggi forti e resistenti. L’utilizzo corretto prevede l’applicazione su entrambe le superfici da incollare, aspettare 10-20 minuti (a seconda della marca) per far evaporare i solventi in essa contenuta, e poi unire applicando molta pressione, anche utilizzando un martello, i due pezzi. L’incollaggio è immediato.

 

Le colle di origine vegetale / animale

Esistono anche colle di origine vegetale o animale, che possono essere trovate solo in negozi specializzati, solitamente di belle arti, e sono utilizzate quasi esclusivamente in ambito restauro per preservare lo stato originale di un manufatto antico poiché erano gli unici collanti utilizzati in passato.
Ricavate generalmente da ossa o cartilagine animale, vanno preparate prima di essere utilizzate, non è possibile conservarle a lungo ed emanano odore terribile.

 

Quali colle utilizzo nel mio laboratorio?

 

Colla viinilica Bindan B4, idroresistente con classificazione D4
Colla alifatica Titebond III
Collo alifatica Titebond III
Colla vinilica Bindan B4/D4

Utilizzo colla vinilica della tedesca Bindulin con classificazione D3 e D4, oltre che quella alifatica statunitense Titebond III poiché resistente anche all’immersione.
Sono colle con ottime caratteristiche, utilizzate in falegnameria per la costruzione di infissi o dove si richiedono capacità strutturali importanti.
Hanno tempi di presa superiori (il tempo di poter riposizionare i pezzi da incollare prima che la colla faccia presa), tempi di serraggio ridotti (tempo necessario a tenere i pezzi uniti con i morsetti) e sono tutte certificate EN-71, ovvero sicuri per l’utilizzo sui giocattoli.)

Queste sono le colle che utilizzo più frequentemente: tuttavia, a parte quelle animali, utilizzo anche tutte le altre sopra citate a seconda delle cose che devo fare, in particolare le epossidiche.

 

Ricordatevi che per eseguire un buon incollaggio non serve solo una buona colla, quanto come viene applicata la colla stessa.
Un ottimo punto di partenza è rispettare sempre le indicazioni fornite dal produttore, nel caso queste non siano esaustive richiedete la scheda tecnica del prodotto al vostro commerciante.


TUTTI I MARCHI CITATI SONO A PURO SCOPO INFORMATIVO E APPARTENGONO AI RISPETTIVI PROPRIETARI

 

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