L’impregnate è un prodotto che si applica sul legno grezzo prima che esso riceva lo strato di finitura, e, penetrando in profondità, servirà a proteggerlo meglio dalle condizioni atmosferiche e dai parassiti.
In questo articolo mostro come io realizzo un impregnante ad olio, protettivo e nutriente per il legno, utilizzando materiali facilmente reperibili e facilissimo da preparare.

 

Cosa ci serve

I prodotti e le quantità utilizzate per realizzare l’impregnante sono frutto di sperimentazioni e risultati consolidati: utilizzo questo prodotto da tempo su molti dei miei manufatti.

 

  • Olio di lino crudo: si ottiene dalla spremitura dei semi di lino; a differenza di quello cotto, non subisce cottura e risulta più fluido, ha inoltre un potere siccativo (capacità di formare una leggera patina) ridotto. Protegge il legno creando una barriera idrorepellente.
  • Olio di tung: si ottiene dalla spremitura dell’omonimo albero che nasce prevalentemente in oriente, Cina e Indonesia soprattutto; è un olio siccativo e asciuga prima dell’olio di lino, protegge il legno da insetti, funghi e raggi UV.
  • Olio di camelia: è ottenuto dai fiori della pianta cammellia, anche questa di origini orientali; ha proprietà anti-ossidanti e protegge dagli agenti atmosferici. Poco viscoso, viene assorbito in profondità.
  • Olio di cocco: ottenuto dalla polpa dell’omonimo frutto, è ricco di acidi grassi. Nutre e protegge il legno e, grazie alla sua dolce fragranza, migliora l’odore caratteristico dell’olio di lino e quello di tung.
  • Trementina: solvente di origine vegetale, ottenuto dalla distillazione delle parti resinose di alcune conifere, principalmente pino. Ha un ottimo potere solvente e media evaporazione.

Olio di lino, quello di tung e trementina posso essere acquistati in una mesticheria, negozio di vernici o belle arti, l’olio di camelia e quello di cocco in erboristeria. Anche online sono di facile reperibilità.

Per preparare il nostro impregnate avremo inoltre bisogno della seguente attrezzatura:

  • bilancia digitale con precisione di un 1 grammo
  • un termometro a sonda da cucina
  • pentolino
  • recipiente di vetro
  • un recipiente a chiusura ermetica per contenere e conservare l’impregnante, meglio se di latta. In alternativa anche un vasetto di vetro con tappo ermetico, da conservare fuori luce.

 

Come si prepara

L’impregnate è costituito da una miscela dei prodotti sopra indicati.
La tabella riporta le percentuali di utilizzo e le relative quantità, espresse in grammi e già suddivise in base alla quantità di prodotto che vogliamo realizzare:

INGREDIENTE % g (x 1Kg) g (x ½ Kg) g (x 250g) g (x 100g)
Olio di lino crudo 30 300 150 75 30
Olio di Tung 10 100 50 25 10
Olio di cocco 7,5 75 37 18 7
Olio di camelia 7,5 75 38 19 8
Trementina 45 450 225 113 45

 

impregnante ad olio
La preparazione

Iniziamo facendo scaldare in un vasetto a bagnomaria la trementina insieme all’olio di cocco, il quale, a temperatura ambiente, si presenta solido con una consistenza tipo crema, e l’olio di camelia.
Fare scaldare fino al raggiungimento di una temperatura di circa 50°C, avvalendoci del termometro come misuratore e mescolando spesso il composto.
Versare il contenuto nel recipiente adibito alla conservazione.
Con lo stesso procedimento, scaldiamo a bagnomaria l’olio di lino crudo e quello di tung, fino alla temperatura compresa fra i 50 e i 60°C.
Uniamo al resto e mescoliamo vigorosamente.

 

Avvertenze di sicurezza

Dispositivi di protezione personali

La trementina è un solvente facilmente infiammabile. Bisogna maneggiarla con estrema attenzione e prendere tutte le precauzioni possibili quando viene scaldata per evitare che possa incendiarsi.
Essendo un liquido facilmente volatile, bisogna scaldarla solo all’interno di un recipiente messo a bagnomaria nell’acqua, non utilizzarla direttamente nel pentolino. Assicurarci di avere un estintore o qualsiasi dispositivo estinguente nell’immediata prossimità.

 

Come si utilizza l’impregnante

L’impregnante così prodotto è pronto all’uso.
Va applicato sul legno grezzo, già carteggiato e ripulito dalle polveri, con un pennello oppure a straccio, avendo cura di coprire bene tutta la superficie.
Verrà assorbito in fretta e dopo 12-24 ore è possibile applicare una seconda mano.
Per il legno destinato all’interno può essere sufficiente l’utilizzo del solo impregnante senza ulteriore utilizzo di vernici per finitura, ma consiglio in questo caso di applicare almeno 3 mani e di rinnovare una volta all’anno circa.
Nel caso si desideri applicare una vernice al di sopra assicurarsi di sceglierne una a base d’olio, o compatibile con esso, come le vernici alla gommalacca, gomma damar ecc, leggi anche la finitura del legno ad olio.

 

 

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18 pensieri su “Un impregnante ad olio fatto in casa

  1. Tommaso dice:

    Buongiorno,
    sono nuovo in questo forum e sto per cimentarmi ad impregnare un sottotetto in legno di abete all’interno della mia abitazione.
    L’idea di poter utilizzare un impregnante totalmente naturale come questo mi alletta tanto. La preparazione non sembra difficile né tanto meno reperire tutto l’occorrente.
    La mia domanda è come poter dare tono e colore a questo impregnante.
    Considerando che il risultato finale dell’ impregnazione del mio sottotetto deve essere un bianco che lasci la venatura a vista, mi chiedevo come potrei fare. E’ possibile con laggiunta di qualche pigmento ottenere tale risultato ?

    • Artamin dice:

      Buongiorno Tommaso,
      è possibile colorare l’impregnante e ci sono due possibilità, utilizzando aniline ai grassi (solubili in olio) oppure con pigmenti in polvere, con tecnica simile alla preparazione dei colori pittorici, dove, nel nostro caso, il medium sarà appunto l’olio.
      In alternativa, i pigmenti può utilizzarli anche in aggiunta ad un encausto di cera, come protezione finale delle travi.
      Aniline e pigmenti si trovano anche in colorazione bianco.

  2. Laura dice:

    Buongiorno,
    mi sembra molto interessante questa soluzione. Ho appena ripulito le travi del tetto che rimarranno a vista e penso di utilizzare questo impregnante. Per sapere quanto prepararne, sai dirmi qual è la resa dell’impregnante in superficie?

    • Artamin dice:

      Ciao,
      a causa della diluizione, proprio al fine di poter meglio penetrare nella fibra, la resa è scarsa. Non l’ho mai calcolata di preciso, comunque a spanne puoi considere 5-6 mq/L, poi dipende anche dal legno.
      Considera anche l’odore pungente della trementina, in ambienti chiusi non è il massimo.

  3. Marco dice:

    Ciao,
    mi sembra molto interessante questa formulazione. Vorrei utilizzarla per un tavolo in ciliegio che sto per ultimare e vche orrei lasciare con il suo colore naturale . La trementina dovrebbe comunque dopo un pò evaporare e non dare più fastidio. Come quando la si utilizza per la cera. Cosa ne pensi? grazie per i tuoi suggerimenti e complimenti per le tue opere, molto belle.

    • Artamin dice:

      Ciao Marco,
      la trementina ha un odore pungente e su un oggetto molto grande come un tavolo può essere fastidiosa, poiché servono molti giorni per evaporare completamente.
      Puoi, in alternativa, utilizzare una diluizione al massimo del 10%, evitare totalmente la diluizione, oppure usare un solvente non aromatico, ragia minerale ad esempio.
      L’olio introduce comunque umidità quindi un po’ scurisce il legno.

  4. Eugenio dice:

    Vorrei impregnare un mobile grandicello di faggio destinato ad una cameretta per bambini ed anche risparmiare un pò sulla miscela. Se uso solo trementina , lino crudo e cocco e lasciarlo asciugare a lungo prima di metterlo nella camera potrebbe andare bene lo stesso

    • Artamin dice:

      Buonasera,
      più che l’olio mi preoccuperei della trementina, su un oggetto del genere l’odore potrebbe persistere a lungo.
      Eviterei comunque qualsiasi solvente, anche quelli inodore.
      Può applicare tranquillamente olio non diluito.

  5. Federica dice:

    Buongiorno,
    ho usato una miscela di olio di lino, aceto di mele ed essenza di trementina per impermeabilizzare un tavolo che verrà poi utilizzato come tavolo da pranzo, ma ora mi è sorto un dubbio, data la persistenza dell’odore a distanza di settimane.
    È possibile utilizzarlo “per mangiare” o la trementina potrebbe essere in qualche modo inalata di continuo? Meglio rifare da capo e trattarlo in maniera diversa? Grazie per un Suo consiglio.

    • Artamin dice:

      Buongiorno Federica,
      l’odore della trementina è sicuramente poco gradevole, ma è tra i migliori solventi che abbia potuto utilizzare.
      A seconda di che percentuale è stata utilizzata, quanto è grande il tavolo e quanto questo è stato impregnato, l’odore persiste per giorni.
      Il consiglio che posso darle e di esporre il tavolo all’aria aperta, non direttamente alla luce del sole, per favorire l’evaporazione del solvente.
      Buona giornata!

  6. Stefano dice:

    Ciao Marco,
    Complimenti per il sito, per gli splendidi oggetti che realizzi e l’iniziativa ecologica che porti avanti. Hai mai provato ad usare come solvente il d-limonene invece della trementina? Se l’hai già sperimentato cosa ne pensi?
    Grazie.

    • Artamin dice:

      Ciao Stefano,
      grazie a te per la visita e i tuoi graditi complimenti.
      Si ho utilizzato il limonene e penso che sia un ottimo solvente per la preparazione delle vernici.
      Alcuni affermano che il suo odore sia più gradevole rispetto alla trementina ma penso sia davvero soggettivo.
      Comunque viene venduta solo in negozi specifici/specializzati e costa molto di più rispetto alla trementina.

      Michele

  7. Leonardo dice:

    Buongiorno,
    innanzitutto grazie per questo bel articolo, ho provato ad applicare l’impregnante su una tavola lamellare di faggio però la tavola ha cambiato di molto colore. E’ possibile in qualche modo creare un impregnante che mantenga il colore del legno grezzo non trattato? Il mio scopo finale è quello di costruire una libreria quindi il lengno non sarebbe soggetto agli agenti atmosferici.
    Grazie.

    • Artamin dice:

      Salve,
      qualsiasi proddotto di finitura altera il colore del legno poiché viene introdotta umidità.
      Tra gli oli più neutri possibili c’è quello di vasellina, oppure il paglierino di origine vegetale, altrimenti deve ricorrere alla sola cera, ma con opportune tecniche per poter riuscirla a stendere.
      In alternativa ci sono finiture sintentiche specifiche a base acqua.
      Ribadisco che, in ogni caso, c’è sempre alterazione di colore: se le piace il legno grezzo deve rimanere tale.

  8. Antonello dice:

    I tuoi articoli sono interessanti ed esaurienti, quindi davvero complimenti. La preparazione dell impregnante in effetti non sembra difficile, ma mi chiedevo, è possibile invece dell impregnante, dare più mani di olii diversi? Per esempio, olio di lino crudo come prima mano e olio di tung e di lino cotto come finiture?

    • Artamin dice:

      Ciao Antonello,
      apprezzo molto i tuoi complimenti.
      Non c’è nessuna controindicazione in quello che scrivi, gli oli sono sempre compatibili fra loro.
      Affinché possa penetrare un pò più in profondità, ti consiglio di diluire la prima mano con un solvente, in percentuale dal 20 al 30%.

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