Il trapano a colonna è una macchina da laboratorio stazionaria che permette di eseguire fori perpendicolari al pezzo da lavorare. In base alle punte che utilizziamo, è possibile lavorare non solo su legno, ma anche su metalli o qualsiasi altra superficie idonea alle punte stesse.

 

Perché comprare un trapano a colonna

Il vantaggio di utilizzare un trapano a colonna rispetto a un trapano portatile elettrico, o anche lo stesso avvitatore, non risiede soltanto nella possibilità di effettuare fori perpendicolari, ma anche di ottenere una qualità superiore del foro stesso: la nostra mano, infatti, per quanto possa essere ferma nel tenere il trapano/avvitatore, amplificherà le vibrazioni della punta che gira mediamente con molte centinaia di giri al minuto.

La necessità di avere fori perpendicolari è fondamentale quando ad esempio, vogliamo realizzare i fori per alloggiare un asse su cui far girare delle ruote o tutte le volte in cui necessitiamo di simmetria tra il foro di entrata e quello di uscita

 

La mia scelta per il trapano a colonna

Non ho avuto probabilmente una ampia possibilità di scelta a causa di precise limitazioni di spazio alle quali ho dovuto far fronte e, spinto soprattutto da una vantaggiosissima offerta che mi è stata proposta, ho optato per il Bosch PBD 40, una macchina dal buon rapporto qualità / prezzo, con interessanti funzioni accessorie e sicuramente adeguata alle mie necessità.

 

Le principali caratteristiche sono:

  • Motore da 710W
  • Selettore a 2 velocità (200-850 / 600-2500 giri/minuto) con possibilità di regolazione elettronica dei giri
  • Mandrino autoserrante da 13 mm
  • Asta di profondità regolabile con indicatore elettronico della profondità

Inoltre è dotato di utili funzioni accessorie, non tuttavia indispensabili, quali un laser a croce per l’allineamento del foro, una luce led per illuminare il pezzo, una guida parallela per effettuare più fori su uno stesso asse ed un comodo morsetto integrato per bloccare il pezzo.

Esistono ovviamente macchine molto più professionali, dal costo nettamente superiore, che offrono caratteristiche migliori in termini di potenza del motore e qualità complessiva, ma il Bosch PBD 40 è, a mio avviso, una buona scelta per chi necessita di affidabilità e precisione senza spendere molto.

La struttura è rigida, la colonna stabile, e non presenta giochi durante la discesa, caratteristica spesso comune alle macchine similari di marchio sconosciuto e molto economiche.
Anche la sua potenza è adeguata alle mie necessità:  è stata utilizzata per praticare scassi e fori passanti da 35 mm con punta forstner e anche diametri da 52 mm con una sega a tazza senza riscontrare particolari problemi.

 

I tipi di punte utilizzabili

Su questa macchina è possibile utilizzare tutte le punte che abbiano un gambo fino a 13 mm.
Oltre alle classiche punte da foratura per legno, è possibile montare cilindri di levigatura, piccole frese / raspe, mecchie, svasatori, frese per tasselli, seghe a tazza.

Di seguito sono illustrate solo alcuni esempi dei più comuni tipi di punte utilizzate, dopo la classica punta tonda per forare.

Alcuni pratici consigli di utilizzo

Per ottenere buoni risultati di foratura è fondamentale che il pezzo sia ben saldo sul basamento del trapano, al fine di evitare vibrazioni con conseguente sbavatura del taglio. La mia macchina possiede un morsetto integrato per i pezzi grandi, mentre per i pezzi piccoli mi avvalgo di una morsa da banco oppure di morsetti da saldatore.

Anche la qualità delle punte utilizzate è molto importante: una punta più costosa si differenzia da una economica per la migliore qualità dell’acciaio con il quale è stata costruita, una geometria dei taglienti più efficace soprattutto nell’estrazione del truciolo, oltre che ad una migliore affilatura.
Tutto questo si traduce in un taglio con minori vibrazioni e di conseguenza più pulito e preciso.
Il mio consiglio è quello di cercare di preferire sempre punte di qualità poiché dureranno anche molto di più rispetto alle punte economiche, spesso imprecise anche nel calibro stesso.

Una doverosa osservazione riguarda la velocità da scegliere per la foratura: quello che rovina la punta e, spesso, anche il taglio, è l’eccessivo surriscaldamento della punta, il quale, intaccando la tempra dell’acciaio, ne farà perdere l’affilatura.
Per minimizzare il più possibile questo problema bisogna regolare la velocità tenendo presente che piccole punte supportano velocità maggiori e viceversa.
I buoni produttori indicano anche la velocità min/max di foratura, e, nei limiti del possibile, bisognerebbe attenersi alle stesse indicazioni.

Infine, durante la foratura, bisogna cercare di espellere quanti più trucioli prodotti possibile, estraendo la punta dal foro numerose volte per favorirne l’estrazione.
E’ un’operazione molto importante soprattutto per fori profondi oppure di grosse dimensioni, dove il quantitativo di trucioli prodotto è di considerevole importanza.

 

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2 pensieri su “Il trapano a colonna

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